Cosa comporta nel traffico di una grande città se venissero noleggiate gratuitamente Ferrari e Porsche a ogni abitante, compresi vecchi e bambini? Diciamo che il traffico impazzirebbe, e l’uso di massa di status symbol elitari, come sono le due autovetture di altissima gamma, spingerebbe quegli individui a sfogare le proprie frustrazioni competitive su altri terreni. Esattamente quanto si annuncia con le ultime soluzioni annunciate da Google.

Il motore di ricerca che oggi conta più di 5 miliardi di utenti che producono, in media, fra gli otto e i sedici miliardi di domande ogni 24 ore, proporrà nella sua barra di navigazione risorse di intelligenza artificiale altamente personalizzabili. Ogni domanda attiverà, automaticamente, un sistema di intelligenza artificiale, basato su Gemini, che darà non solo risposte ed elaborazioni, suggerendo ulteriori sviluppi di quel tema, ma saranno disponibili “information agents”, unità di elaborazione e formattazione di contenuti che potranno essere facilmente programmate per lavorare anche in assenza dell’utente, predisponendo e organizzando l’intero ambiente di lavoro e attivando relazioni dirette con gli interlocutori indicati.

Un modello totalitario che penalizza ogni altro centro di informazione, a cominciare dal sistema mediatico che già oggi è duramente colpito da questa procedura. Infatti il motore aumentato con A.I., tipo Google Overviews, costringe ognuno degli utenti a rimanere nel cerchio di gesso costituito dalle applicazioni del mondo Google, scavalcando ogni altra fonte delle informazioni, e connettendo coloro che pongono domande con le fonti che lo stesso motore di ricerca ritiene coerenti.