Per oltre vent’anni Google è stato il motore di ricerca per antonomasia, uno dei più celebri punti di accesso al web, il punto di partenza per qualsiasi utente che volesse navigare ed esplorare Internet. Bastava digitare una parola chiave per ritrovarsi davanti a una lista di link da aprire. Quel modello sta cambiando in modo radicale. Infatti, durante l’ultimo Google I/O, l’azienda di Mountain View ha mostrato con chiarezza la direzione che la Ricerca Google sta intraprendendo, unendo di fatto il meglio di un motore di ricerca con il meglio dell’intelligenza artificiale.A un anno dal debutto dell’AI Mode, e prima ancora dell’AI Overviews, attivo in Italia da ottobre dello scorso anno, un pulsante interno al motore di ricerca che avrebbe dovuto migliorare la ricerca online degli utenti, definito nel comunicato di lancio, “particolarmente utile per domande esplorative e attività complesse, come cercare informazioni, organizzare un viaggio o interpretare istruzioni articolate”, che aveva già suggerito che il cuore della ricerca non sarebbe più stato il link blu a cui tutti siamo stati abituati, ecco che Google sembra aver abbandonato l’idea del motore di ricerca tradizionale per trasformarlo in un assistente intelligente capace di trovare informazioni, elaborarle e agire al posto dell’utente.Una delle novità più interessanti e determinanti riguarda gli Agenti AI, nello specifico gli agenti di informazione, veri e proprio assistenti intelligenti che, come spiega il comunicato ufficiale, sono “attivi in background 24 ore su 24, 7 giorni su 7”, con cui si possono “ricevere aggiornamenti real time su tutto ciò che ti sta a cuore. Il tuo agente monitorerà intelligentemente tutto il web, inclusi blog, siti di notizie e post sui social, oltre ai nostri dati più recenti, come informazioni in tempo reale su finanza, shopping e sport, per segnalarti ogni update relativo alle tue richieste specifiche”. Questi agenti ottimizzano la ricerca in modo totale perché, dopo aver impostato un obiettivo di ricerca, monitorano le informazioni, lavorano nel tempo, aggiornano automaticamente quando succede qualcosa di rilevante (un concetto simile a Google Alert), possono persino compiere azioni concrete senza richiedere un intervento continuo, questo perché gli agenti sono in grado di individuare cambiamenti e di interpretarli.“Si potrebbe creare un alert per monitorare i movimenti di mercato in un determinato settore con parametri molto specifici, e l’agente costruirà un piano di monitoraggio, includendo gli strumenti e i dati necessari come i nostri dati finanziari in tempo reale. Poi terrà traccia di quei cambiamenti e ti avviserà quando si verificano le condizioni impostate, fornendo un aggiornamento sintetizzato con link e informazioni di approfondimento”, ha spiegato Liz Reid, responsabile della Ricerca Google. Google sta anche espandendo le capacità della Ricerca tramite gli agenti di prenotazione, ovvero agenti capaci di cercare informazioni pertinenti sulle attività locali, arrivando persino a telefonare per chiedere informazioni o preventivi: “È sufficiente condividere i propri criteri, come trovare una sala karaoke privata per sei persone un venerdì sera che serva cibo fino a tardi, e la Ricerca raccoglierà prezzi e disponibilità aggiornati, con link diretti per completare la prenotazione tramite il fornitore scelto”.Inoltre, grazie alla combinazione di Gemini e Google Antigravity, strumento analogo a OpenAI Codex o Claude Code di Anthropic, i risultati di ricerca inizieranno ad assumere la forma di pagine web interattive: “Stiamo integrando la potenza di Google Antigravity e le capacità di coding basato su agenti di Gemini 3.5 Flash direttamente nella Ricerca. La Ricerca può costruire la risposta ideale, nel formato più adatto alla tua domanda. Potrai così ottenere interfacce generative personalizzate, compresi strumenti visivi e simulazioni, creati su misura per le tue necessità. Che tu voglia approfondire l'astrofisica o visualizzare il funzionamento interno di un orologio, la Ricerca può progettare layout personalizzati, assemblando componenti (come elementi interattivi, tabelle, grafici o simulazioni) in tempo reale”. Inoltre, Google consentirà di utilizzare Antigravity per costruire vere e proprie mini-app direttamente nella Ricerca, che scriverà il codice per l’utente, come ad esempio un fitness tracker su misura, "attingendo a fonti aggiornate in tempo reale come recensioni, mappe e dati locali, fornendoti uno strumento che ti aiuterà a mantenere il ritmo settimana dopo settimana”.È evidente che il concetto di ricerca sul web sta cambiando tantissimo, e che possibilmente sarà un’attività sempre più svolta da agenti AI e meno dagli utenti. I link tradizionali con questo andamento diventeranno sempre più un dettaglio secondario e probabilmente sempre meno visibili all’interno dell’esperienza complessiva. In questo nuovo paradigma, cosa diventerà la ricerca se non la sintesi interpretativa di un sistema che anticipa le esigenze dell’utente? Non ci sarà più alcuna esplorazione manuale, e quindi non sarà solo il motore di ricerca a cambiare ma anche il modo in cui il web viene consultato e vissuto, stravolgendo anche il modo in cui si accede alle informazioni online. Questo cosa significa per un editore? Per la ricerca delle fonti? Come incide sull’idea di un web aperto e plurale? Il cambiamento che fa rima con efficienza, personalizzazione e rapidità potrebbe anche ridefinire le fondamenta dell’ecosistema digitale così come lo conosciamo, un’evoluzione che va ben al di là del miglioramento della ricerca.