Per quasi vent’anni i comparatori online hanno vissuto grazie a un meccanismo semplice: Google intercettava la domanda, mostrava una lista di link, gli utenti cliccavano sui risultati più rilevanti e i siti trasformavano quel traffico in pubblicità, abbonamenti, lead o vendite.
L’intelligenza artificiale generativa sta cambiando questo equilibrio molto più rapidamente del previsto.
Secondo un’analisi realizzata da AvantGrade (società di consulenza e ricerca specializzata in marketing digitale e analisi della visibilità sui motori di ricerca), su 18 domini leader negli Stati Uniti tra finance, viaggi, ecommerce, salute, tecnologia e assicurazioni, il traffico organico proveniente da Google sta diminuendo in modo strutturale per gran parte dei siti comparativi e informativi, anche quando le ricerche degli utenti continuano a crescere.
Il caso simbolo è quello di NerdWallet, uno dei più grandi comparatori finanziari americani.
La keyword “best credit cards” passa da 110 mila a 450 mila ricerche mensili tra maggio 2024 e maggio 2026.











