Il mondo della ricerca online sta cambiando a grande velocità. Un cambiamento provocato dall’avvento dell’intelligenza artificiale generativa – da qualche tempo integrata in Google e tutti gli altri sistemi simili – e talmente profondo che molti esperti hanno smesso di parlare di “motori di ricerca” e hanno invece iniziato a riferirsi a essi come “macchine delle risposte”.La ragione è intuibile: se un tempo lo scopo dei motori di ricerca era quello di fornirci una lista di link relativi alle informazioni da noi ricercate (lasciando quindi all’utente la responsabilità di individuare la fonte migliore), adesso è sempre più spesso il motore di ricerca stesso a generare una risposta in grado (teoricamente) di soddisfare le nostre richieste.A darci un’idea di quanto, esattamente, stia cambiando il mondo delle ricerche online è un recente studio di Pew Research, che ha analizzato il comportamento di 900 utenti di Google. Prima di tutto, il 58% di essi ha condotto, nel mese di marzo 2025, almeno una ricerca il cui risultato era un riassunto di AI Overviews. Prevedibilmente, quando ciò si verifica, le persone sono molto meno propense a cliccare sui link mostrati comunque da Google. Per la precisione, chi incontra un riassunto di Overviews clicca sui link mostrati la metà delle volte (8% contro 15%). Allo stesso modo, secondo un report di Adobe, ben il 77% degli 800 milioni di utenti di ChatGPT lo utilizza come motore di ricerca e uno su quattro lo preferisce a Google.Tutto ciò non avviene senza qualche rischio per gli utenti. Prima di tutto c’è il perdurante – e forse irrisolvibile – problema delle allucinazioni, quando cioè un large language model presenta come se fossero dei fatti delle informazioni invece errate o completamente inventate. Un problema che si fa più subdolo man mano che cerchiamo informazioni più dettagliate oppure su temi complessi e di cui siamo poco esperti (e quindi proprio quando abbiamo più bisogno di fare ricerche online).L’altro problema è che i sistemi di ricerca basati su intelligenza artificiale forniscono una risposta univoca laddove sulla versione classica di Google, e sugli altri motori, abbiamo invece una gamma di risposte, all’interno delle quali selezionare quella che reputiamo più attendibile o affine alla nostra sensibilità. Non un particolare problema se stiamo cercando informazioni pratiche (“come sturare il lavandino”), ma che diventa molto più acuto se stiamo cercando spiegazioni di temi sensibili (“chi ha provocato la guerra in Ucraina?”).Fatta questa premessa, ecco quali sono i migliori motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale, divisi anche in base alle nostre necessità e alla loro funzione più interessante.Ecco i più importanti motori di ricerca AI:ChatGPT SearchPerplexity AIGoogle AI OverviewsKomo AIBrave SearchChatGPT SearchSe ChatGPT è il vostro large language model di fiducia – com’è probabile che sia, visto che è di gran lunga il più diffuso – allora è probabile che svolgiate alcune, se non tutte le vostre ricerche online, sfruttando la versione “search”. Ciò può avvenire o selezionando l’apposita casella “cerca” – che innesca la modalità di ricerca online – o in maniera spontanea, nel momento in cui ChatGPT non è in grado di reperire le informazioni desiderate all’interno del suo dataset.La funzione preferita da molti – e soprattutto da chi ne fa un uso professionale – è però “deep research”, che effettua una ricerca molto approfondita del tema in questione, prendendosi il tempo necessario (a volte anche parecchi minuti) per analizzare con attenzione la tematica e fornirci materiale spesso di alta qualità.Consigliato per chi: preferisce integrare in maniera fluida la ricerca negli altri utilizzi dei large language model.Costo: la funzione di ricerca online è disponibile anche in versione free, ma con alcune limitazioni. Per sfruttare appieno le potenzialità di ChatGPT – inclusa la modalità Deep Research senza restrizioni, l’accesso al modello GPT-4o e altre funzionalità avanzate – è necessario il piano Plus, che costa 22 euro al mese.Perplexity AIA prima vista non c’è molta differenza rispetto ad altri sistemi simili: con Perplexity possiamo sintetizzare documenti, effettuare ricerche all’interno di Pdf o chiacchierare del più e del meno. È però l’interfaccia stessa di Perplexity, e il modo in cui organizza le risposte, a evidenziare come voglia essere prima di tutto un motore di ricerca.Le fonti utilizzate per generare il contenuto sono evidenziate in cima e inserite all’interno di evidenti box, oltre a essere riportate in nota ogni volta che quella fonte è impiegata nella risposta generata, seguendo uno stile professionale che ricorda quello dei paper accademici.Perplexity è inoltre molto più conciso nelle sue risposte, non si perde in giri di parole o inutili complimenti e organizza l’informazione desiderata nel modo più schematico e intuitivo possibile. Se la ricerca è solo una delle funzioni di ChatGPT, è invece la ragion d’essere di Perplexity. È la differenza si avverte (anche Perplexity offre la ricerca approfondita).Consigliato per chi: preferisce un feeling professionale e sfruttare appieno e senza distrazioni la modalità di ricerca.Costo: la versione free offre fino a cinque ricerche approfondite ogni 4 ore, per sfruttarne al meglio le potenzialità è necessaria la versione premium (a partire da 20 dollari al mese).Google AI OverviewsAI Overviews si limita, nella maggior parte dei casi, a fornire in cima ai risultati di Google un breve riassunto, generato con l’intelligenza artificiale, delle informazioni che stiamo cercando. Rispetto ai sistemi citati in precedenza, potrebbe sembrare un’esperienza abbastanza scarsa. In realtà, dipende dalle preferenze degli utenti.Se siete utenti affezionati di Google e non volete stravolgere le vostre abitudini (almeno quando si tratta di cercare informazioni), AI Overviews è in grado di aggiornare la vostra esperienza di ricerca ai tempi dell’intelligenza artificiale senza stravolgerla (come invece avviene con altri large language model “puri”).AI Overviews è anche il sistema più adatto per ottenere rapidamente risposte sintetiche a ricerche semplici (consigli pratici o altri legati alla vita quotidiana), mentre ChatGPT, Perplexity o altri ancora sono ideali per ricerche più elaborate e approfondite. In ogni caso, Google offre anche Gemini: un rivale diretto di ChatGPT contraddistinto da un tono di voce più tecnico e asciutto (non si perde in lodi sperticate ogni volta che gli fate una “ottima domanda”).Consigliato per chi: non vuole cambiare troppo la sua tradizionale esperienza di ricerca.Costo: gratis.Komo AIMeno noto dei suoi rivali, Komo AI è particolarmente interessante per chi desidera personalizzare la ricerca in base allo stile desiderato e vuole sfruttare funzionalità avanzate altrove assenti. Mind Map è una di queste: è una mappa concettuale delle informazioni ricercate, organizzate in nodi collegati tra loro. Ogni nodo rappresenta un argomento, una sotto-domanda o una direzione di approfondimento. È molto utile per le ricerche approfondite.È inoltre possibile scegliere il modello di intelligenza artificiale con cui lavorare – GPT, Claude, DeepSeek, Gemini, Llama – oppure usare il sistema proprietario Komo Search. Altro elemento interessante è quello delle Personas, che permettono di avere un assistente specializzato in base alla nostra necessità (copywriter, ricercatore, planner, ecc.).Con Komo è anche possibile scegliere il tipo di fonti tra cui cercare (testi accademici, blog, notizie, social): una funzione altrove poco diffusa ma interessante. È inoltre un sistema attento alla privacy: non ha pubblicità e non fa tracciamento. Il contro, inevitabilmente, è che l’utilizzo gratuito è molto ridotto.Consigliato per chi: desidera personalizzare al massimo il proprio utilizzo dei motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale.Costo: la versione gratuita offre solo funzionalità molto limitate. Ci sono poi il piano Basic a 12 dollari al mese (con fact-check e Personas) e il piano Premium a 24 dollari al mese (accesso a più modelli e ricerche avanzate).Brave SearchA proposito di attenzione alla privacy, se siete tra chi dà valore alla riservatezza conoscerete probabilmente Brave, un browser che blocca di default pubblicità e tracciatori, includendo anche funzionalità come la navigazione in modalità Tor. È stato inoltre uno dei primi browser a integrare un wallet dedicato alle criptovalute.Da qualche tempo anche Brave offre il suo sistema di ricerca basato su intelligenza artificiale. Per usare Brave Search puoi scaricare il browser Brave oppure accedere al motore di ricerca da qualsiasi browser visitando l'apposito sito. Come accade con Google, anche Brave mostra approfondimenti generati dall’AI in cima ai risultati tradizionali.Anche se Brave Search non include le note a margine delle risposte, fornisce comunque un riquadro dedicato al contesto sotto la risposta, con i link ai contenuti impiegati per generare la risposta, permettendo così di verificare le fonti.Consigliato per chi: desidera una ricerca tradizionale ed è attento alla privacy.Costi: la versione free è supportata dalla pubblicità (ma senza tracciamento), la versione premium (che offre un’interfaccia più pulita, ma serve soprattutto a sostenere Brave) costa 3 dollari al mese.
I migliori motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale
Da ChatGPT Search e AI Overviews a quelli meno noti: come scegliere il sistema più adatto a noi?






