Internet è cambiato. Il web è cambiato. Se è vero che i motori di ricerca sono lo specchio di quello che è l’online, allora bisogna ammettere che l’online non è più lo stesso.
Google, finora l’infrastruttura centrale per la circolazione dell’informazione in digitale, con l’introduzione delle sintesi di fatti, profili, notizie fatte dall’IA (Ai Overview) ha completato una mutazione storica della ricerca online: da motore di ricerca a fornitore di risposte.
Non si cerca più su Google per essere rimandati a un sito che contiene le informazioni, ma quelle informazioni te le fornisce Google stessa. Se prima l’utilità dell’essere indicizzati era ripagata in click al sito, click che diventavano ricavi per siti e piattaforme, oggi quel click non c’è più. Con un rovescio della medaglia. All’utente 99 volte su cento basta la sintesi dell’informazione. Google prende i contenuti dai siti, li sintetizza con la sua Intelligenza artificiale, e ai siti non resta nulla. Né click, né traffico.
Traffico dei siti di informazione crollato dell’80%
I dati lo spiegano bene. Secondo Authoritas, società di analisi britannica specializzata in traffico online, i siti di notizie (i principali al mondo, in tutto il mondo) hanno perso negli ultimi due anni quasi l’80% del traffico dai motori di ricerca. Ma diverse analisi indipendenti in questi mesi hanno dato risultati analoghi. E tutte fotografano un calo drastico delle visite, dei click. E meno click significano meno ricavi. Un dato che ha riguardato finora soprattutto i siti di informazione anglosassoni e di quei paesi dove Google ha reso accessibile Ai Overview. Causando proteste da parte delle associazioni degli editori. Nel Regno Unito, negli Stati Uniti, ovunque.









