HomeAnconaCronacaElectrolux, si studiano le contromosseOggi vertice in Regione tra sindacati e giunta Acquaroli. Paladini: "Crollo economico e demografico dell’area"Una delle manifestazioni contro la chiusura del sito di Cerreto d’EsiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici Oggi i fari della politica marchigiana sono tutti puntati sulla Regione: nel pomeriggio si aprirà il tavolo cruciale tra i sindacati e la giunta Acquaroli per preparare le contromisure alla volontà di Electrolux di smantellare lo stabilimento di Cerreto d’Esi. Una vertenza che accende i riflettori su un’emergenza ben più ampia e profonda: il rischio di un definitivo impoverimento economico e demografico dell’intera area fabrianese. Il consigliere di maggioranza Paolo Paladini, che mette la città davanti allo specchio dei suoi numeri: "Fabriano sta perdendo, in media, 500 residenti ogni 12 mesi. Tra dieci anni si ritroverà, abbondantemente, con meno di 25mila abitanti, sotto di 7mila rispetto ai massimi raggiunti 20 anni fa: 32mila. Se finora il confronto lo facevamo con città quali Jesi, Senigallia, Osimo, tra non molto i nostri ‘parametri’ di riferimento saranno Castelfidardo e Chiaravalle. Altro che ripristino del ‘punto nascite’. Ci ritroveremo le ‘pluriclassi’ anche qui, come nella Sant’Elia degli anni ‘60, frazione dove sono nato e cresciuto. Recriminare per il definitivo e irreversibile declino del ‘bianco’ rischia di rappresentare una battaglia di retroguardia. Nel 2002 in Italia – aggiunge il consigliere democrat - si producevano 28 milioni di lavatrici, oggi appena 8. La Cina corre con energia dimezzata, costo del lavoro inferiore del 90% e acciaio a meno 30%: occorre che la classe dirigente cittadina, non sono politica ma anche economica, sociale e culturale si unisca per varare una terapia ‘choc’ per tentare quantomeno di arrestare questa emorragia di lavoro e di residenza, con una progettualità condivisa di respiro pluriennale. Occorrono visione vera, fantasia, capacità di immaginare la Fabriano del 2036 con proposte innovative e praticabili. O il rischio sarà quello di ritrovarci, tra qualche anno, a vivere in uno splendido ‘ospizio a cielo aperto’ a misura solo di pensionati".