Dalla parte degli insetti. Impollinano, decompongono la materia organica, regolano gli equilibri biologici, rappresentano una risorsa fondamentale per molte altre specie. Sono dieci miliardi di miliardi, ma non se la passano tanto bene: Secondo l’Iucn, il 16% delle specie di insetti è oggi minacciato. Molte rischiano l’estinzione. Anche per questo lui, Nicola Bressi, ha deciso di schierarsi al loro fianco. Provando a denunciare quella che definisce “cecità entomologica”: “Li calcoliamo sempre meno – dice - Eppure un bosco senza cervi e lupi sopravvivrebbe. Senza formiche, api, ragni e acari no. Sono gli operai che ne garantiscono la sopravvivenza, mentre noi ci lasciamo incantare dalle specie più carismatiche. E se non consideriamo gli insetti, vuol dire che li consideriamo meno importanti“.
Naturalista e zoologo, curatore del Museo di Storia Naturale di Trieste, da anni riferimento per chi voglia comprendere la biodiversità che ci circonda, Nicola Bressi prova allora a suonare la carica. Lo fa sul suo profilo X, dove aiuta il grande pubblico a riconoscere le singole specie, anche quelle che vivono nella propria stanza da letto, come racconta nel suo ultimo libro, Coinquilini bestiali. Conoscere, resistere o convivere con gli animali che si autoinvitano a casa nostra (Aboca Edizioni). Lo farà al festival di Green&Blue, il 6 giugno alle ore 15. “Partirò da un dato significativo – annuncia – noi mammiferi rappresentiamo meno dello 0.1% delle creature viventi, siamo un incidente non significativo. Gli insetti no, anche in termini di biomassa. E da loro dipendiamo anche noi“.














