Non sono solo produttrici di miele, né un simbolo gentile della primavera. Api, farfalle, sirfidi e altri insetti impollinatori sono infrastrutture viventi della biodiversità, della sicurezza alimentare e dell’equilibrio degli ecosistemi. In occasione della Giornata mondiale delle api, istituita dalle Nazioni Unite, Greenpeace Italia e Wwf Italia lanciano due petizioni per chiedere interventi più incisivi a tutela degli impollinatori, mentre i dati Ispra mostrano quanto la situazione sia già critica anche nel nostro Paese.

Circa il 90% delle piante selvatiche a fiore nel mondo dipende dal trasporto del polline effettuato dagli insetti per potersi riprodurre. Anche l’agricoltura ne trae un beneficio decisivo: si stima che il 75% delle principali colture agrarie mondiali – tra cui ortaggi, frutta, frutta a guscio e foraggio – dipenda almeno in parte dall’attività degli impollinatori. A questo si aggiunge un ruolo meno immediato ma altrettanto rilevante: sostenendo la salute degli ecosistemi forestali e naturali, gli insetti impollinatori contribuiscono indirettamente anche alla mitigazione della crisi climatica, favorendo sistemi capaci di assorbire CO2.

In Italia, però, il quadro è allarmante. Secondo Ispra, circa il 22% delle 151 specie di api native valutate è minacciato di estinzione. Le cause principali sono la frammentazione degli habitat, l’agricoltura intensiva, l’uso massiccio di pesticidi e la pressione crescente dei cambiamenti climatici. Il tema scelto quest’anno per la Giornata mondiale delle api, “Siate uniti per le persone e per il pianeta”, richiama proprio la necessità di rafforzare pratiche di apicoltura innovative e sostenibili, capaci di sostenere insieme ambiente e comunità.