«Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita». Questa frase - attribuita (in modo errato) ad Albert Einstein - rappresenta il valore inestimabile che questi insetti rappresentano per la sopravvivenza del Pianeta. Per ricordarlo, il 20 maggio si celebra - dal 2017 - la Giornata mondiale delle api (il World Bee Day): istituita dall’Onu in onore di Anton Jansa, allevatore e pittore sloveno del XVIII secolo, pioniere delle tecniche di apicoltura moderne. Obiettivo? Sensibilizzare i cittadini sul ruolo di questi preziosi impollinatori, sempre più a rischio estinzione. Appartenenti alla famiglia degli imenotteri, le api offrono un contributo importante al mantenimento della biodiversità: secondo l’Onu, quasi il 90% delle specie di piante selvatiche da fiore e oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipendono, interamente o in parte, dall’impollinazione animale. Anche la biodiversità delle api selvatiche è sotto attacco. In Italia, la Lista Rossa Iucn ha rilevato che 34 specie di api native sono già considerate a rischio estinzione (fonte Ispra).
Api in pericolo: il 40% degli impollinatori è a rischio. «La biodiversità e il nostro cibo dipendono da loro»
L'allarme in occasione della Giornata mondiale delle api del 20 maggio. Wwf: «Il declino delle api è una minaccia per la biodiversità, la salute umana e la sicurezza alimentare»









