Le api sono insetti fondamentali per la biodiversità, la sicurezza alimentare umana e la salute dell’ambiente. E purtroppo, non se la passano troppo bene: quasi il 10% delle specie di api europee, ad esempio, è considerato oggi a rischio di estinzione, e di un altro 50% non ci sono dati sufficienti per un verdetto. I principali responsabili di questo declino sono il riscaldamento globale e l’agricoltura intensiva, che distrugge l’ambiente delle specie selvatiche e ne mette a rischio la sopravvivenza con pesticidi e monocolture. I pericoli, come detto, sono ben noti. Quello che non si sapeva, invece, è che gli effetti dei cambiamenti climatici e della perdita di habitat sono cumulativi, e possono quindi diventare un binomio ancora più letale per questi impollinatori indispensabili. A dimostrarlo è uno studio dei ricercatori della Julius-Maximilians-Universität di Würzburg, pubblicati di recente sui Proceedings of the Royal Society B.

BIODIVERSITÀ

Il giallo della moria delle api, negli Usa a rischio agricoltura e miele

di Giacomo Talignani

La ricerca è stata realizzata in Germania, e ha coinvolto 179 siti sul territorio bavarese, rappresentativi di tutti i principali biomi abitati dalle api: foreste, prati, terreni agricoli e aree urbane. Utilizzando delle trappole, gli autori dello studio hanno monitorato l’andamento delle popolazioni di insetti in risposta ai cambiamenti di temperatura, verificando le differenze presenti nei diversi habitat e a diversi livelli della catena alimentare.