Ogni anno, puntuale come il cambio di stagione, il 20 maggio torna a ricordare qualcosa che troppo spesso passa inosservato: senza gli impollinatori, un terzo del cibo che arriva sulle tavole semplicemente non esisterebbe. Non è un’iperbole, è un dato di fatto. È proprio per questo che il 20 maggio di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale delle Api, data scelta dalle Nazioni Unite nel 2018 per sensibilizzare il mondo sul declino allarmante di questi piccoli insetti e degli altri impollinatori a causa di pesticidi, perdita di habitat e cambiamenti climatici, ricordando che da loro dipende circa il 75% delle colture alimentari mondiali.

Giornata mondiale delle api, il silenzio degli impollinatori

Il tema dell’edizione 2026, il legame tra impollinatori, biodiversità e sicurezza alimentare, non è nuovo, ma è più urgente che mai. Le popolazioni di api, sia quelle allevate che quelle selvatiche, sono in calo in tutto il mondo. E con loro si riduce, lentamente ma concretamente, la capacità del pianeta di nutrire chi lo abita. Il contributo delle api all’alimentazione umana va molto oltre il miele. Il loro vero lavoro è un altro: spostandosi di fiore in fiore per raccogliere il nettare, trasportano il polline che permette alle piante di riprodursi e fare frutto.