“Oggi 1 milione di specie sono a rischio estinzione: di queste, il 50% potrebbe scomparire entro la fine del secolo. Rischiamo di veder sparire specie che non abbiamo ancora scoperto. E i fattori alla base di questa debacle sono connessi tra loro e dipendono tutti dalle attività umane: perdita di habitat, crisi climatica, sovrasfruttamento, inquinamento e diffusione di specie aliene”. Valeria Barbi è una naturalista e giornalista ambientale: autrice di Che cos’è la biodiversità oggi (Edizioni Ambiente) e di WANE - We Are Nature Expedition, un reportage con cui ha documentato il rapporto uomo-natura lungo la Panamericana. “Mi inquieta - dice - che ci si abitui alla perdita di biodiversità quasi sia nel naturale stato delle cose assistere all’estinzione di una specie per colpa nostra. Non sappiamo, ad oggi, il numero di specie animali che popolano la Terra: circa 2,2 milioni sono quelle catalogate, ma potrebbero essercene miliardi, nelle profondità oceaniche o negli angoli remoti delle foreste pluviali. Dall’inizio di questa intervista, è possibile che una specie si sia estinta ancor prima di essere stata scoperta”.
Partiamo dalla crisi climatica.
“Gli effetti sulla biodiversità sono diffusi in ogni angolo del Pianeta: si traducono nella fisiologia di diverse specie - alcuni uccelli migratori diventano più piccoli e con ali più grandi - e nella rottura di connessioni spaziali e temporali tra specie diverse, per esempio tra insetti impollinatori e fioriture o fra predatori e prede . Ma si registrano anche variazioni negative sul successo riproduttivo”.







