“Lo stato di agitazione proclamato unitariamente dai sindacati dei dipendenti dell’ex Consorzio di Bonifica dei Bacini Jonici del Cosentino di Trebisacce e del Consorzio di Bonifica Settentrionale del Cosentino conferma il fallimento politico e sociale della riforma del Consorzio Unico“. Con queste parole Elisa Scutellà, consigliera regionale e capogruppo del M5S, accende i riflettori su una vertenza che sta mettendo a dura prova centinaia di famiglie calabresi.
Una riforma che crea muri e incertezze
La situazione, secondo la capogruppo pentastellata, è ormai insostenibile. “Dietro i proclami della Giunta Occhiuto sul nuovo ente – prosegue la consigliera – si nasconde una realtà fatta di lavoratori che attendono ancora il pagamento di mensilità arretrate antecedenti al 2023 e di dipendenti con il TFR bloccato dopo anni di servizio”.
Scutellà punta il dito contro la struttura tecnica della riforma, accusata di aver creato una sorta di paralisi finanziaria. “Le modifiche di fatto introducono un vero e proprio muro patrimoniale, scaricando i debiti sugli ex consorzi. Una scelta che si ripercuote su centinaia di lavoratori, costretti ad attendere tempi biblici per il riconoscimento dei propri crediti e a vivere in una situazione di forte incertezza, considerata la condizione economico-patrimoniale fortemente compromessa di vecchie gestioni”.












