L’emergenza idrica che stringe alla gola la provincia di Agrigento non è solo una crisi climatica, ma un banco di prova per la tenuta sociale e istituzionale del territorio. Su questo delicato crinale interviene con forza il Cartello Sociale della provincia di Agrigento – siglato da don Mario Sorce, Alfonso Buscemi, Paolo Ottaviano e Gero Acquisto – offrendo una lettura lucida e priva di sconti della situazione attuale.
Da un lato, l'organismo esprime piena condivisione per il fermo richiamo alla legalità e alla tutela della salute pubblica espresso dal procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo, volto a contrastare l'abusivismo e l'approvvigionamento selvaggio. Dall'altro, sposa l’appello alla responsabilità e alla solidarietà lanciato dalla comunità ecclesiale di Canicattì. Il punto di equilibrio, secondo il Cartello, sta nel coniugare il rispetto delle regole con la dignità umana: in un momento così drammatico, è impensabile lasciare anziani, famiglie e soggetti fragili senza un bene vitale. Da qui la richiesta ad Aica e ai sindaci di attivare strumenti straordinari e temporanei di approvvigionamento per le situazioni di reale necessità, con percorsi di regolarizzazione certi.









