In provincia di Agrigento l’emergenza idrica non è affatto chiusa. Lo stato di crisi, per i sindaci soci dell’azienda consortile Aica, resta di fatto aperto. Una proroga dell'ultima ora sulle nuove regole che dovrebbero normalizzare il servizio delle autobotti ha evitato il blackout immediato. Ma la provincia resta sospesa tra soluzioni tampone e un sistema idrico che continua a perdere acqua. Dopo settimane di proteste, serrate degli autotrasportatori e cittadini esasperati, l’assemblea dei sindaci soci ha scelto la strada più pragmatica: prorogare fino al prossimo 9 novembre il sistema attuale delle forniture sostitutive, quello entrato in vigore formalmente nel maggio 2024 con la proclamazione dello stato di emergenza, rinviando l’entrata in vigore delle nuove regole disposte dal gestore.

Una soluzione tampone. Anzi, una pezza. Ma sufficiente ad evitare il collasso immediato del servizio. Le nuove modalità introdotte da Aica, pensate per tracciare ogni approvvigionamento e riportare ordine in un settore storicamente opaco e con alto tasso di abusivismo in alcune città della fascia orientale, avevano già generato tensioni e rischi di ordine pubblico, perché gli autobottisti non hanno intenzione di adeguarsi.