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28 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:05

L’avvento di Aica, l’azienda idrica comuni agrigentini, era stato salutato come il ritorno all’acqua pubblica dopo anni di mala gestio, ma il sogno rischia di svanire in fretta. Nata nel 2022 dopo il fallimento di Girgenti Acque – azienda che, secondo la procura, avrebbe gestito in maniera illecita l’acqua nei comuni della provincia di Agrigento – oggi anche Aica rischia di fallire per un debito di circa 28 milioni.

I primi problemi hanno riguardato un pignoramento da parte di Siciliacque (una società mista classificata come “impresa pubblica” ma prevalentemente privata) di due milioni di euro che ha, di fatto, bloccato i conti dell’azienda e, di conseguenza, gli stipendi dei circa 300 dipendenti. Nella provincia dove l’acqua è carente e viene pagata due volte – prima a Siciliacque e poi ad Aica – la situazione debitoria la fa da padrona: i comuni devono ad Aica circa 9 milioni e l’azienda accumula debiti con Siciliacque. Il rischio, così, è che Aica possa passare in mano proprio alla stessa azienda di sovrambito (controllata per il 75% da Italgas e il restante 25% dalla Regione Siciliana) che fornisce il bene essenziale anche ad altre province dell’isola.