I bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi accendono lo scontro politico in Regione, con l’opposizione che contesta duramente le tappe del risanamento e la fine del commissariamento. Al centro della polemica ci sono i numeri programmatici e consuntivi del comparto per l’anno 2025, caratterizzati da disavanzi diffusi e da un peggioramento dei saldi finanziari in diverse province strategiche del territorio.

La Capogruppo M5S in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, interviene sui bilanci 2025 delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi parlando di “situazione gravissima, che richiede verità e responsabilità, non slogan”.

“Quando leggo che la Calabria sarebbe pronta a uscire dal Piano di Rientro, mi chiedo se chi governa abbia visto gli stessi numeri che vediamo noi – afferma la Capogruppo – I dati dicono tutt’altro: –84,5 milioni a Cosenza, –94 milioni a Catanzaro, disavanzi ovunque, ospedali che arrancano e servizi che peggiorano. È evidente che la propaganda non può sostituire la realtà”.

La mappa delle perdite nelle aziende sanitarie e ospedaliere

Il monitoraggio contabile evidenzia scostamenti significativi rispetto agli esercizi precedenti, disegnando una mappa del deficit che risparmia pochissime realtà locali. Nel dettaglio della ricostruzione dei conti, l’Asp di Cosenza fa registrare un peggioramento di oltre 40 milioni di euro rispetto al parametro del 2024, mentre l’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro evidenzia un crollo di 74 milioni in un solo anno. La tendenza negativa coinvolge anche l’Asp di Vibo Valentia, che chiude l’esercizio a meno 8,3 milioni, e quella di Crotone, il cui disavanzo si triplica fino a raggiungere la quota di meno 1,7 milioni di euro.