Pubblicato il: 08/06/2026 – 12:37

di Paola Suraci

REGGIO CALABRIA Sono arrivati da tutta la Calabria, stamattina, a Palazzo Campanella. Sono i lavorati TIS e hanno scelto di far sentire la loro voce stamattina perché c’è la seduta del Consiglio Regionale e chiedono la stabilizzazione. Portano lo striscione e c’è anche il sindacato Usb. Dice Saverio Bartoluzzi, dell’Usb Calabria: «Chiediamo che sia approvata e sia messa in calendario la legge 1 del 2016 per portare i tirocinanti nel precariato storico. Non è una grossa conquista ma è un primo passo verso la stabilizzazione. Sappiamo che la Regione Calabria sta lavorando per questo oppure per una legge regionale che si occupi proprio di un bacino dei tirocinanti. Abbiamo 900 esclusi fondamentalmente che sono fuori dagli enti locali, sono stati buttati fuori dopo 13 anni di lavoro, nero per quanto ci riguarda. Quindi vogliamo la stabilizzazione».

Dentro il palazzo, i consiglieri arrivano alla spicciolata e nell’aula Fortugno si inizia con un’ora di ritardo dall’avvio previsto dei lavori. E’ una seduta anticipata e straordinaria. Sangue e fuoco. È questa l’immagine che pesa sull’Aula Quattro braccianti uccisi in modo atroce nei pressi di Amendolara, nel cosentino — bruciati vivi per essersi ribellati ai caporali — hanno imposto alla politica calabrese di uscire allo scoperto, di sedersi in Aula e di guardarsi in faccia. Il primo punto all’ordine del giorno non lascia spazio a equivoci: contrasto al caporalato, allo sfruttamento del lavoro, tutela dei lavoratori migranti. Temi che in Calabria si portano dietro decenni di omertà, di complicità diffuse, di morti annunciate. Oggi, almeno sulla carta, qualcosa si muove.