“Passata l’indignazione, è tempo di prevenire”. Parte da qui la riflessione di Benedetto Di Iacovo, segretario generale di CONF.I.A.L. e presidente della Commissione regionale per l’Emersione del Lavoro Non Regolare della Calabria, intervenuto dopo la tragedia di Amendolara, dove quattro lavoratori stranieri hanno perso la vita in un contesto di presunto sfruttamento e caporalato. Per Di Iacovo, dopo giorni di rabbia, dichiarazioni e prese di posizione pubbliche, è arrivato il momento di affrontare le vere cause che alimentano fenomeni di illegalità e sfruttamento. “Troppo spesso il dibattito pubblico si concentra sugli effetti e quasi mai sulle cause”, afferma.
“Dove lo Stato arriva tardi prosperano mafie e sfruttamento”
Secondo il dirigente sindacale, dietro tragedie come quella di Amendolara esiste un sistema fatto di vulnerabilità sociale, lavoro nero e infiltrazioni criminali. “È dentro quei contesti di illegalità che trovano spazio organizzazioni mafiose, traffici illeciti e forme di violenza”, sostiene. Di Iacovo riconosce il lavoro di magistratura e forze dell’ordine, ma sottolinea come l’intervento repressivo arrivi quasi sempre dopo che il danno è già stato compiuto. “Dopo che qualcuno è stato sfruttato. Dopo che qualcuno è stato minacciato. Dopo che qualcuno ha perso la vita”.













