Pubblicato il: 03/06/2026 – 9:25
LAMEZIA TERME «All’indomani dei tragici fatti di Amendolara, ciò che emerge in queste ore trasforma una vicenda già di per sé terrificante in un’autentica strage padronale di lavoratori. Una sorta di Portella di Ginestra del nostro tempo, un evento che per tanta parte del Paese era, fino a qualche ora fa, inimmaginabile. Eppure è successo. Le parole dell’unico bracciante sopravvissuto non lasciano dubbi: i lavoratori arsi vivi nell’abitacolo di un vecchio monovolume serrato dall’esterno da mano criminale reclamavano solo un contratto dignitoso, una paga che potesse in minima parte ripagarli del lavoro massacrante nelle campagne. A questa richiesta legittima e sacrosanta, a questa domanda che è uno dei diritti costituzionali su cui si fonda la nostra Repubblica gli sfruttatori hanno risposto con una sola parola: morte. Come segreteria regionale di Sinistra Italiana della Calabria e come segreteria provinciale di Sinistra Italiana Cosenza non chiediamo inutili passerelle, non vogliamo le solite lacrime di coccodrillo: esigiamo GIUSTIZIA! Questo vile assassinio dimostra che nella nostra regione e nel nostro Paese il caporalato ha ancora un potere soverchiante, un potere che tiene in scacco decine di migliaia di lavoratori condannandoli a un’esistenza di stenti e vessazioni continue. Ma se il caporalato esiste, allora esistono anche le mani che lo armano, lo alimentano e lo finanziano. E queste mani, quelle dei ricchi imprenditori agricoli, restano spesso impunite. Lo sappiamo, tutto ciò richiama alla mente una condizione di sfruttamento che pensavamo ormai sradicata e invece resiste con inaudito vigore a pochi passi da noi, nei nostri campi, sulle nostre strade, nei punti di ritrovo delle nostre città dove si affollano i tantissimi braccianti a giornata. Occorre, pertanto, una risposta forte, che metta fine a queste pratiche disumane. Chiediamo un inasprimento della disciplina normativa contro il caporalato e contro le aziende che ricorrono a forme di intermediazione illecita. Chiediamo controlli serrati degli ispettorati in tutti le aziende agricole e in tutti i cantieri edili. Chiediamo il superamento della legge Bossi-Fini che, anziché combattere, ha finito per favore la clandestinità, rivelandosi preziosa alleata dei caporali. Vogliamo, come ripetevano i sindacalisti che negli anni ’40-’50 si battevano per la riforma agraria, la civiltà nelle campagne! Sarà questa lotta il modo migliore per rendere giustizia ai quattro braccianti di Amendolara, che, forse senza saperlo, sono morti anche per noi». Lo scrivono in una nota congiunta Ferdinando Pignataro, segretario regionale Sinistra Italiana Calabria, e Michele Cosentino, segretario provinciale Sinistra Italiana Cosenza.














