La tragedia di Amendolara entra nel dibattito politico regionale e riapre, con forza, il tema dello sfruttamento del lavoro agricolo, del caporalato e delle condizioni di ricatto in cui vivono migliaia di lavoratori migranti. Dopo l’uccisione dei quattro operai pakistani, la Cgil Calabria rilancia la necessità di un intervento strutturale e chiede di colpire il fenomeno alla radice. Il sindacato è stato presente alla seduta odierna del Consiglio regionale, nella cui discussione, “su sua espressa richiesta avanzata insieme alla Flai Cgil nei giorni scorsi”, è stata inserita all’ordine del giorno “la tragica uccisione dei quattro operai ad Amendolara e il sistema di sfruttamento e caporalato che vi è dietro”.

“Rivedere le politiche sull’immigrazione”

Per la Cgil, il primo nodo riguarda le politiche migratorie. “È necessario che, a partire da quelle europee, siano riviste le politiche sull’immigrazione mettendo al centro i valori dell’accoglienza, della solidarietà, della dignità umana”. La Cgil Calabria, “unica organizzazione sindacale presente”, ritiene che non bastino più dichiarazioni di principio. Servono, secondo il sindacato, “norme concrete che rispondano alle esigenze reali di un sistema di sfruttamento e schiavismo in evoluzione”.