Dopo il dramma di Amendolara, dove quattro lavoratori stranieri sono morti nel rogo di un minivan, la Cgil Calabria e la Flai Cgil Calabria hanno incontrato la VI Commissione del Consiglio regionale e successivamente il presidente della Regione Roberto Occhiuto insieme all’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese. Al centro del confronto il tema del caporalato, dello sfruttamento lavorativo e delle condizioni in cui vivono migliaia di braccianti agricoli in Calabria. Alla riunione hanno partecipato la segretaria regionale della Cgil Celeste Logiacco e i componenti della segreteria Flai Calabria Bruno Costa e Battista Platì.

“Applicare davvero la legge contro il caporalato”

Il sindacato ha rilanciato richieste precise che da tempo porta avanti sul territorio. Tra le priorità indicate c’è l’applicazione concreta della legge 199 del 2016, la norma che ha introdotto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Secondo la Cgil, servono controlli più incisivi e continui non soltanto nel settore agricolo, ma in tutti gli ambiti dove si registrano fenomeni di lavoro nero e sfruttamento.

Più ispezioni, trasporti e tutele per i migranti

Il sindacato ha chiesto anche il rafforzamento delle ispezioni sul lavoro agricolo e il potenziamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, dei centri per l’impiego e degli strumenti pubblici di collocamento. L’obiettivo, secondo la Cgil, è ridurre il ricorso ai caporali e interrompere il sistema illegale di reclutamento della manodopera. Particolare attenzione viene chiesta per i lavoratori migranti, spesso vittime di sfruttamento, ricatti abitativi e precarietà estrema. Per il sindacato è necessario intervenire anche su trasporti, alloggi e filiere produttive. “Il caporalato non è soltanto un problema criminale, ma anche economico e organizzativo”, sottolinea la Cgil.