Pubblicato il: 05/06/2026 – 17:53
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA Quattro braccianti stranieri bruciati vivi in un minivan ad Amendolara, sull’Jonio cosentino, perché avevano chiesto di essere pagati. È la strage che ha costretto il Paese a fare i conti, ancora una volta, con il sistema del caporalato nelle campagne del Sud. E che ha spinto la ministra del Lavoro, Marina Calderone, a convocare un vertice straordinario in Prefettura a Reggio Calabria, con il presidente della Regione Roberto Occhiuto, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, gli assessori regionali al Lavoro e all’Agricoltura, il sindaco Francesco Cannizzaro, i vertici delle forze dell’ordine e le strutture ispettive territoriali.
Ispezioni da metà giugno su tutto il territorio nazionale
La risposta operativa più immediata è una campagna di ispezioni aggiuntive sul comparto agricolo, «dalla metà di giugno e per tutta l’estate, su tutto il territorio nazionale». L’obiettivo, ha spiegato Calderone, è duplice: «Consentire agli imprenditori onesti di ribadire la loro scelta di qualità e contrastare con ancora più incisività lo sfruttamento». Con una precisazione politicamente netta: «Quando si parla di agricoltura bisogna fare molta attenzione a non criminalizzare i tanti imprenditori che operano correttamente».











