Si è svolta ieri ad Amendolara l’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dedicata allo sfruttamento e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, presieduta da Chiara Gribaudo. L’iniziativa è stata convocata in seguito alla morte di quattro braccianti agricoli immigrati, un episodio che ha riportato al centro del dibattito il tema del caporalato e delle condizioni del lavoro agricolo nel territorio.

Nel corso della seduta è intervenuto anche il segretario della FAI CISL Cosenza, Antonio Pisani, che ha consegnato alla Commissione un documento articolato con proposte operative per il contrasto allo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo.

Il sindacato: “La repressione non basta”

Nel documento presentato alla Commissione viene sottolineato come il contrasto al caporalato non possa essere affidato esclusivamente agli strumenti repressivi, ma debba poggiare su un impianto più ampio fondato su prevenzione, legalità, formazione e organizzazione trasparente del lavoro.

La posizione sindacale insiste sulla necessità di rafforzare gli strumenti già esistenti, rendendo il sistema agricolo più capace di intercettare e prevenire le forme di intermediazione illegale nella gestione della manodopera.