Venezia, 21 mag. (askanews) – “In queste elezioni a Venezia si contrappongono due visioni del mondo: da una parte la città ostaggio del partito del No, dei comitati di estrema sinistra, dei centri sociali che vogliono bloccare ogni progetto di investimento, e che guardano, dunque al passato”. E dall’altra parte? “Una coalizione che guarda il futuro con un spirito pragmatico senza dover avere debiti nei confronti di nessuno, dei partitini ideologici, magari di comunità più o meno chiusa come quella islamica bengalese con la quale il PD sta chiudendo importanti accordi”. A parlare è il Simone Venturini, candidato sindaco a Venezia per il Centrodestra nelle elezioni di domenica e lunedì prossimi. Il suo principale antagonista è Andrea Martella, Pd, candidato sindaco del Centrosinistra.
“La Venezia che vorrei far crescere – puntualizza Venturini, che è stato il principale collaboratore del sindaco uscente Luigi Brugnaro – è una città che investe nel futuro, che non ha paura di sposare grandi progetti di investimento che portino qui posti di lavoro qualificati e che ci aiutino anche a differenziare le nostre economie rispetto al solo filone turistico. Per farlo servono però gli investimenti, quindi incentivando gli operatori economici a portare qui le loro risorse”. A Marghera con nuova industria, più sostenibile. Nel centro storico, col terziario avanzato e la ricerca. E qui si pone il problema della casa. Che non c’è o è cara.













