Il centrosinistra ci crede. In casa Pd quella di Venezia, governata da 11 dal centrodestra, viene considerata la vera sfida di questa tornata amministrativa. Tutti i leader sono arrivati in laguna, da Conte fino a Renzi, per dare la spinta al candidato sindaco, il senatore dem Andrea Martella, che ieri ha chiuso la campagna sul palco di piazza Ferretto a Mestre con Elly Schlein davanti ad alcune migliaia di persone.
A DESTRA MELONI se l’è cavata mandando un video di 25 secondi, ieri per la chiusura di Simone Venturini, delfino del sindaco uscente Luigi Brugnaro, s’è fatto vedere il ministro della Difesa Crosetto: nelle settimane scorse s’erano visti Salvini (più impegnato nella lite con il collega Giuli sul padiglione russo alla Biennale che nella campagna elettorale) e qualche altro big; presente in tono minore l’ex governatore Luca Zaia. Segnali che dimostrano come i capi della destra preferiscano non caricare troppo una partita ad altissimo rischio flop, dopo la botta del referendum di marzo.
DI FATTO LA DESTRA, e i suoi giornali, hanno battuto quasi esclusivamente sul ruolo della comunità bengalese, che conta circa 20mila presenze a Venezia (su 250mila abitanti) e alcuni candidati nelle liste Pd. Una battaglia tutta di retroguardia con l’accusa alla sinistra di voler «islamizzare Venezia», complice la decisione di edificare una moschea a Mestre, progetto peraltro avviato proprio da Brugnaro.













