VENEZIA - L'arrivo in Laguna della segretaria del Pd, Elly Schlein, per il suo tour a favore del "no" al referendum sulla riforma della giustizia, che chiamerà gli italiani alle urne il 22 e 23 marzo, ieri ha di fatto permesso di tenere a battesimo la candidatura per il centrosinistra di Andrea Martella a sindaco di Venezia. Se da un lato Schlein ha richiamato dal palco in campo Santa Margherita all'impegno per l'ormai imminente voto, dall'altro ha accennato al fatto che in città tornerà presto, in vista di maggio.

«Venezia ha voglia di cambiamento. È una città che qualcosa ne sa, in tema di conflitto d'interesse», ha dichiarato la leader del Pd, in un chiaro affondo al sindaco uscente Luigi Brugnaro, definendo Martella «una persona perbene», che il cambiamento saprà attuarlo. Poi la promessa: «Ci rivedremo a maggio».

Al centro delle parole rivolte al pubblico riunitosi circa 500 le ragioni del "no" al referendum costituzionale, anche se Schlein non ha potuto esimersi dal riferimento all'attualità. «La presidente Meloni mi ha telefonato: siamo rimaste d'accordo che ci aggiorneremo, anche per le vie brevi, ogni volta che sarà necessario, in una situazione che è molto preoccupante. L'argomento è stato il Medio Oriente, anche in riferimento a quanto avvenuto alla nostra base militare di Erbil. La nostra posizione? È così riassumibile: no a questa guerra illegale voluta da Trump e da Netanyahu. Khamenei era un dittatore sanguinario, che non ci mancherà, e siamo sempre stati al fianco del popolo iraniano che lotta per la libertà e la democrazia».