VENEZIA - La campagna elettorale in vista delle amministrative di primavera è iniziata e già si parla della contrapposizione altamente polarizzata tra il senatore del Pd Andrea Martella e l'attuale assessore Simone Venturini, cresciuto politicamente nell'Udc poi passato alla civica del sindaco Luigi Brugnaro.
Ma tutti sembrano aver fatto i conti senza l'oste, che intanto è rimasto sempre zitto e se la ride sornione dietro le quinte osservando l'evoluzione del quadro. Il convitato di pietra è Luca Zaia, il quale ha accettato di assumere la presidenza del Consiglio regionale, ma mai ha detto una parola in vista delle amministrative per Venezia. Non ha mai detto se scenderà in campo, ma non ha neppure mai detto che non lo farà. E intanto, mantiene una forte presenza a Venezia, non solo per il ruolo che gli compete a palazzo Ferro-Fini.
Insomma, Zaia è ancora un fattore da considerare oppure no?
Il sentiment che si respira a centrodestra fa capire che nessuno sano di mente non possa non tener conto di questa presenza non ancora defilata e non dichiarata neppure come neutrale. Un'entrata nell'agone all'ultimo momento è sempre nelle possibilità e a Venezia c'è il precedente - neppure troppo lontano - del 2005, quando Massimo Cacciari si presentò all'ultimo giorno con una lista formata in fretta e furia con l'allora partito della Margherita che vinse in ballottaggio contro Felice Casson.






