VENEZIA - Il "Sì" vince in Veneto e in provincia, il "No" si prende Venezia. Un dato, quello lagunare, che per forza di cose non può che far pensare anche al voto delle amministrative del 24-25 maggio. Certo, sarà una partita completamente diversa: la scelta di un sindaco non può essere comparata a una proposta di riforma costituzionale sulla giustizia. È vero anche, però, che il centrosinistra, a questo voto, ha dato una forte connotazione politica: una chiamata alle armi per alzare un argine contro il governo di Giorgia Meloni che è servita anche per contarsi. In questo senso, lo si può vedere come una conferma del dato delle regionali, quando il centrosinistra riuscì ad avere la meglio in città sul centrodestra trascinato da uno scatenato Luca Zaia: se allora l'affluenza era stata però inferiore al 50%, questa volta è arrivata a superare il 60%.
Referendum, il No trionfa ma non a Nordest: in Veneto il Sì raggiunge il 58% (dato più alto d’Italia). Nel Fvg tocca il 54%
Il "No", in città, ha dilagato un po' ovunque. Praticamente un plebiscito in centro storico, salvo le isole (Lido, Pellestrina, Murano, Sant'Erasmo, Burano) in cui il "Sì è riuscito a spuntarla (anche se, in alcune sezioni solo di un voto o due). In terraferma partita più equilibrata tra i vari seggi di Favaro e Zelarino-Cipressina, per il resto trionfo del "No" a Mestre, Carpenedo, Gazzera e Marghera. Questo ultimo punto sorprende in chiave Comunali, visto che la Città Giardino è di fatto il feudo elettorale di Venturini. Il candidato del centrodestra non ha mai preso posizione sul referendum, mentre Andrea Martella, candidato del centrosinistra, da senatore dem è stato in prima linea nella campagna per il "No".













