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Il Sì davanti soltanto in Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. Crollo dell'affluenza in tutto il Meridione
Un'onda nuova e difficile da prevedere. La battaglia referendaria finisce 53,74% a 46,26% per il No. Esistono almeno tre elementi per interpretare il voto: il distacco tra grandi città e piccoli centri, l'esordio di una rinnovata generazione di elettori e gli strani flussi interni ai sostenitori dei partiti tradizionali. Senza contare l'affluenza, che stupisce sondaggisti e analisti: il totale è 58,9%, circa 8 punti percentuali in più rispetto ai pronostici.
Per quanto riguarda la partecipazione, la mappa è diversificata, con l'Emilia Romagna che guida la classifica: 66,7% di aventi diritto alle urne. Sono otto le Regioni in cui si supera il 60%. Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino guidano il treno delle grandi città del Centro Nord. Nel Sud non è così: Napoli, Palermo e Catania si fermano sotto al 50% di affluenza. Nelle città in cui il numero di laureati è cospicuo, l'affluenza è più alta. Medesimo discorso per le grandi realtà urbane dove gli immigrati sono più numerosi. Il No trionfa nei centri urbani che presentano dai 500mila ai 20mila abitanti. Il Sì vince nelle realtà piccole, quelle che hanno dai 10mila abitanti in giù. È la narrativa del "centro" contro le "periferie" che per una volta sorride al centrosinistra.
















