VENEZIA - Sventola la bandiera del “sì” sui torrioni del Lombardo-Veneto. Ma è un regno giuridicamente virtuale, per quanto politicamente significativo, quello ricompreso nei tre grandi territori di centrodestra del Nord: il 58,41% del Veneto e il 54,47% del Friuli Venezia Giulia, insieme al 53,57% della Lombardia, hanno chiesto di confermare la legge di revisione costituzionale, tuttavia sono stati sconfitti dalle altre 17 regioni d’Italia, dove mediamente il “no” si è imposto con il 53,74%. «Prendo atto», ha incassato il colpo il ministro Carlo Nordio, che ha visto bocciata la riforma della giustizia anche nella sua Treviso, uno dei cinque capoluoghi veneti in cui l’esito del voto si è rivelato in controtendenza rispetto alle relative province.
Dunque il Veneto guida la classifica (teorica) del “sì”, come evidenzia YouTrend: «Si afferma con un margine netto, superando il 58% dei consensi e staccando il “no” di oltre 350 mila voti. Un risultato che conferma una chiara prevalenza dell’elettorato favorevole alla riforma nella regione. Il dato evidenzia una dinamica territoriale coerente, in linea con i livelli di partecipazione registrati nelle province venete». Il risultato va letto insieme al tasso di affluenza, più alto a Nordest rispetto al 58,93% della media nazionale: 61,64% in Friuli Venezia Giulia (con il record di Castelnovo, in provincia di Pordenone: 100%, per la cronaca culminato in 205 “sì” e 153 “no”) e 63,47% in Veneto (con diversi superamenti del 70%: nel Trevigiano 70,31% a Casier; nel Bellunese 73,31% a Soverzene; nel Padovano 71,68% a Ponte San Nicolò; nel Vicentino 72,54% a Rotzo; nel Veronese 71,19% a Mezzane di Sotto). «In Veneto – aggiunge l’istituto di ricerca fondato da Giovanni Diamanti e Lorenzo Pregliasco – l’affluenza è stata costantemente più alta rispetto al dato nazionale durante entrambe le giornate di voto. Il divario si mantiene stabile nel tempo, con un vantaggio di circa 4-5 punti percentuali. Un segnale di maggiore partecipazione nella regione, soprattutto nella seconda giornata di voto».













