Foodinho, la società italiana che gestisce il servizio di consegne a domicilio Glovo, ha proposto al tribunale di Milano un piano per uscire dal controllo giudiziario, la misura che la procura le aveva imposto accusandola di aver sfruttato i rider, cioè i fattorini che si occupano delle consegne. Il piano prevede aumenti di stipendi e l’istituzione di un nuovo contratto collettivo: la procura ha fatto sapere che se Glovo lo realizzerà darà il proprio parere positivo alla revoca della misura.
Sugli stipendi Foodinho ha proposto al tribunale di innalzare il salario orario minimo (lordo) da 10 a 14 euro, e quello a consegna da circa 2,50 a 3 euro: sono interventi che dovrebbero tradursi in circa 200 euro in più al mese per i rider di Glovo. L’altra misura proposta, quella sul contratto collettivo, servirebbe a inquadrare i rider come lavoratori dipendenti: al momento sono formalmente lavoratori autonomi, pur lavorando con una organizzazione ritenuta da dipendenti. Finora solo Just Eat ha assunto con un regolare contratto i suoi rider, applicando il contratto nazionale della logistica.
Il controllo giudiziario che la procura di Milano ha imposto a Foodinho è un provvedimento con cui viene nominato un amministratore da affiancare alla dirigenza di una società, e serve a interrompere una situazione di illegalità e correggerla. Nel caso di Foodinho, e quindi di Glovo, la procura l’ha accusata di aver fondato il proprio sistema di lavoro sullo sfruttamento dei rider suoi dipendenti, che in Italia sono circa 40mila e duemila solo a Milano, dove ha sede Foodinho.













