di
Luigi Ferrarella
La proposta dell'azienda per uscire dal controllo giudiziario. La Procura: «Parere positivo alla revoca se questi impegni saranno rispettati»
Da subito, e con arretrati da febbraio, un intervento-tampone da circa 200 euro in più al mese per i ciclofattorini, tra aumento della paga per singola consegna o aumento per ora di lavoro, e poi soprattutto un impegno concreto a trattare subito con i sindacati (ieri già si è svolto il primo incontro) la stipula di un nuovo contratto collettivo di lavoro: sono i due punti principali della proposta che la multinazionale Glovo ha fatto alla Procura di Milano per uscire dal controllo giudiziario disposto in via d’urgenza il 19 febbraio 2026, nell’inchiesta in cui il pm Paolo Storari aveva rilevato «retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro, contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione» perché non in grado di «garantire una esistenza libera e dignitosa». La Procura ha confermato che, se questi due impegni verranno rispettati da Glovo, darà il parere positivo alla revoca del controllo giudiziario dell’azienda assistita dagli avvocati Francesco D’Alessandro e Pasquale Annicchiarico.











