Gli aumenti della paghe per i rider, secondo gli impegni presi da Glovo, potrebbero tradursi in un aumento medio dei compensi mensili di circa 200 euro. Aumenti delle retribuzioni per ogni consegna, portate fino ad un valore minimo di 3 euro lordi, e ritocchi verso l’alto anche dei corrispettivi minimi orari lordi, da 10 fino a 14 euro. La piattaforma sotto inchiesta per sfruttamento del lavoro scende a patti con la Procura e incassa un primo "parere positivo" che potrebbe portare in futuro alla revoca del controllo giudiziario disposto dal pm Paolo Storari. Tra i punti anche la disponibilità a promuovere incontri con i sindacati per creare le condizioni per arrivare alla stipula in tempi rapidi di un nuovo contratto collettivo. Ora i magistrati dovranno verificare se gli impegni verranno attuati, come annunciato, fin da subito. Sulla eventuale revoca del controllo giudiziario deciderà il gip Roberto Crepaldi.

Secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro ai ciclofattorini, oltre 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà". Contestazioni analoghe hanno portato, successivamente, al controllo giudiziario anche per Deliveroo. Paghe che ora, almeno sul fronte Glovo, per effetto dell’inchiesta e del dialogo fra azienda e pm verranno ritoccate verso l’alto. "Le misure concordate – si legge in una nota di Glovo – prevedono un impegno economico e un rafforzamento in termini organizzativi e della compliance, confermando la centralità del mercato italiano e la chiara volontà del gruppo di continuare ad investire nel Paese. Le misure rappresentano al contempo per Glovo Italia un’importante evoluzione all’interno del proprio modello operativo".