Il gruppo carabinieri tutela del lavoro, su delega del pm di Milano Paolo Storari, ha eseguito il decreto di controllo giudiziario nell'ambito di un'indagine per caporalato. In particolare, "del campione retributivo analizzato risultano sottosoglia di povertà il 75% dei ciclofattorini con uno scostamento medio di circa 5.000 euro annui lordi, mentre rispetto ai contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento sono risultati sottopagati l'87,5% del campione con scostamenti massimi anche fino a 12.000 euro annui", riferiscono i militari dell'Arma. "Gli accertamenti compiuti - sottolinea il pm nel decreto - danno atto di una situazione di vero e proprio sfruttamento lavorativo, perpetrato da anni ai danni di numerosissimi lavoratori, che percepiscono retribuzioni 'sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato perpetrato' e in palese difformità da quanto stabilito dalla contrattazione collettiva (art. 36 Cost. e 603 bis c.p.), situazione di illegalità che è indispensabile far cessare al più presto, considerando anche che coinvolge un numero rilevante di lavoratori che vivono con retribuzioni sotto la soglia di povertà. Rilevato - afferma ancora il pm - che si versa in situazione di urgenza, atteso che la situazione di sfruttamento dello stato di bisogno è in atto (e deve al più presto essere interrotta)".
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