MILANO. Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà" e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro.

L'amministratore unico Pierre Miquel Oscar è accusato di caporalato, reato contestato anche alla società stessa.Al centro dell'inchiesta ci sono i riders attivi a Milano e sul territorio nazionale (secondo il decreto si tratta di 2mila persone a Milano e 40mila in Italia), la cui retribuzione risulterebbe in alcuni casi «inferiore fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e fino all'81,62% rispetto ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva». Salari che violano che l'articolo 36 della Costituzione perché non sarebbero adeguati né proporzionati alla qualità e alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire "una esistenza libera e dignitosa" dei lavoratori e in palese contrasto con i contratti collettivi nazionali siglati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. Nel mirino finiscono quindi i contratti sottoscritti dal sindacato Ugl e da Assodelivery.