A questo punto, dunque, servirà un’impresa -– collegata ad una serie di eventi fortuiti – per agguantare un pass per la prossima Champions League. La Juventus è obbligata a battere il Toro nel derby in programma all’Olimpico nell’ultima giornata di campionato, nonché a gufare la Roma, il Milan, il Como. Almeno due, su tre, dovrebbero in qualche modo cedere strada e farsi scalzare. Non è impossibile, per carità, ma tutt’altro che probabile. E neanche un successo contro il Toro è ovviamente da dare per scontato, anzi. Anche perché a rendere tutto estremamente difficile contribuisce lo stato psico-fisico in cui versa attualmente la Juventus. Il tecnico Luciano Spalletti non lo nasconde. A chi gli sottopone l’eventualità di un ritiro, replica seccamente: «Perché vuole mandarci in ritiro? Io vedo dei ragazzi che sono distrutti per questo risultato. Il ritiro è quello della prigione mentale dopo questo risultato qui. Non si va a far niente». Occorre smorzare gli animi, mica aumentare le pressioni. La disamina: «Si dice sempre “la partita della vita”, della stagione, bisogna togliere questi sovraccarichi. Era Juventus-Fiorentina, giocata in un teatro del calcio bellissimo, abbiamo la fortuna di essere la Juventus. Potevamo giocarci un risultato importantissimo. Non si può essere ridimensionati dal fatto che loro giochino liberi e noi diventiamo più piccoli di quelli che siamo». E ancora: «Questa pressione ci mette un po’ in prigione, c’è chi sa reagire e chi no». «Distrutto» pure il capitano Il termine “distrutti” ricompare anche con capitan Manuel Locatelli, ormai portavoce ufficiale soprattutto nei momenti di difficoltà. Uno di quelli che ci mettono la faccia. «Da capitano sono distrutto, vivo per dare il 100% e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. I primi a doversi fare un esame di coscienza siamo noi, poi la società farà tutte le valutazioni del caso. Siamo questi, dobbiamo capire come si può superare la pressione. È in questi momenti che bisogna essere decisivi e non lo siamo stati». Da capitano, arriva anche la difesa di Spalletti: «Non penso che lui debba essere messo in discussione. Le responsabilità sono nostre, in campo ci andiamo noi. Il primo esame di coscienza deve essere nostro. Qui alla Juve siamo sempre in discussione ma noi da giocatori e io da capitano dobbiamo farci un’esame di coscienza. Se non raggiungiamo l’obiettivo Champions è gravissimo». Poi le scuse ai tifosi: «A fine partita i dirigenti non hanno detto nulla perché in questo momento non c’è niente da dire. Ha parlato solo Spalletti. Contro la Fiorentina abbiamo fatto una partita bruttissima quindi è difficile trovare le parole. I tifosi hanno diritto di criticarci, questa è la realtà e ora non dipende più da noi». La sfida Toro Che Yildiz e Vlahovic, ma anche McKennie non siano in forma, è evidente. Contro il Toro la Juve dovrà fare a meno anche di Bremer, che era diffidato ed è stato ammonito con la Fiorentina. Non a caso Spalletti ieri ha sostituito Kelly inserendo Gatti nel finale: anche l’inglese era diffidato, almeno lui è salvo per la stracittadina.
Juve flop, la squadra a pezzi. Spalletti: “Vedo dei ragazzi distrutti”
Bianconeri obbligati a battere il Toro e sperare in crolli altrui. Ma i leader Yildiz e Vlahovic sono fuori forma e Bremer è squalificato














