Anche le Casse di previdenza dei liberi professionisti italiani hanno beneficiato nel 2025 dell’andamento favorevole dei mercati finanziari, ma con risultati differenziati. I rendimenti lordi si collocano in un intervallo, che va dal 5% fino a valori prossimi o superiori al 7% per diversi enti previdenziali, mentre nel caso della Cassa forense — la performance finanziaria (9,9%) risulta significativamente più elevata.

Chi ha saputo combinare esposizione ai mercati azionari e investimenti in asset alternativi ha registrato i risultati più robusti, mentre approcci più prudenti con maggiore peso di liquidità e immobiliare si collocano su livelli più contenuti.

Dai nove bilanci 2025 messi a disposizione dalle Casse più tempestive nell’approvarli, emerge un’asset allocation molto differenziata.

Azioni e bond

La componente obbligazionaria (senza considerare quella presente all’interno di fondi e gestioni patrimoniali) è presente in tutte le Casse, ma con livelli molto variabili. La Cassa degli avvocati guida con il 44%, seguita dai farmacisti (42,3%), dai dottori commercialisti (38,4%) e dagli ingegneri e architetti (37,3%). I periti industriali si attestano al 36%, mentre l’Enpam si ferma al 32,2 per cento. Nel portafoglio di Enasarco le obbligazioni figurano con un’incidenza pari al 22,8 per cento.