La revisione delle aliquote di rendimento pensionistico, per una retribuzione annua di 30 mila euro produce un taglio annuo da circa 927 euro (per chi ha iniziato la contribuzione dal 1983) fino a oltre 6.100 euro annui nei casi più penalizzati (per i lavoratori con inizio contribuzione nel 1994).
Sono 700mila lavoratori di quattro comparti della PA coinvolti
L’osservatorio previdenza della Cgil ha analizzato l’impatto della legge di Bilancio 2024 che ha modificato in modo significativo la determinazione della quota retributiva delle pensioni per i dipendenti pubblici iscritti a quattro casse di previdenza: per le pensioni liquidate con decorrenza dal 1° gennaio 2024 riguarda le quote retributive degli iscritti alla Cassa pensioni dipendenti enti locali (CPDEL), alla Cassa pensioni sanitari (CPS), alla Cassa pensioni insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (CPI) e alla Cassa pensioni ufficiali giudiziari, aiutanti ufficiali giudiziari e coadiutori (CPUG). La relazione tecnica alla Legge di Bilancio 2024 stima l’impatto per circa 700mila dipendenti pubblici, con particolare impatto sulle cosiddette carriere “miste”, caratterizzate da anzianità contributive maturate sia nel sistema retributivo sia in quello contributivo, con un taglio complessivo di 32,9 miliardi al 2043. Il numero delle pensioni interessate dalla modifica delle aliquote di rendimento nelle quattro gestioni coinvolte è destinato a crescere progressivamente, passando da circa 31.500 trattamenti nel 2024 a oltre 732.000 nel 2043.







