C’è chi rischia di lavorare 49 anni e due mesi prima di andare in pensione. E chi, pur avendo superato i 43 anni di contributi, dovrebbe restare ancora al lavoro per evitare una riduzione permanente dell’assegno previdenziale. È il quadro che emerge dall’analisi elaborata dall’Osservatorio Previdenza della Cgil sugli effetti delle ultime modifiche alle pensioni dei dipendenti pubblici: enti locali, sanità, insegnanti di scuole parificate e ufficiali giudiziari (iscritti alle gestioni Cpdel, Cps, Cpi e Cpug).