Novità sulle pensioni del 2027. Money.it parla di un possibile incremento del tasso di rivalutazione rispetto a quello applicato nel 2026. Non è ancora stato comunicato alcun dato ufficiale, ma sulla base delle prime anticipazioni, contenute nell'ultimo Documento di finanza pubblica, si può già ipotizzare una percentuale più alta rispetto all'1,4% applicato per l'anno corrente.
La motivazione riguarderebbe la ripresa dell'inflazione, dovuta alle tensioni internazionali e dal possibile rialzo dei prezzi dell'energia legato alla situazione in Iran. L'aumento del costo dell'energia rischia di riflettersi sull’andamento generale dei prezzi e quindi anche sulla rivalutazione delle pensioni.
Come anticipato, le ultime informazioni arrivano dal recente Documento di finanza pubblica e stimano per il 2026 un’inflazione al 2,8%. Pur non trattandosi di dati ufficiali, rimane un riferimento utile per capire quale potrebbe essere l'ordine di grandezza degli aumenti.
Se la previsione dovesse essere confermata, a partire dal 2027 le pensioni potrebbero dunque aumentare più di quanto visto quest’anno, con una rivalutazione vicina al 2,8%. Anche la pensione minima aumenterebbe rispetto al 2026. L’importo salirebbe di circa 17,13 euro al mese, arrivando così a circa 628,98 euro mensili. Diversa la questione per chi beneficia anche della rivalutazione straordinaria, che è prevista solo fino al 2026. Per mantenerla anche nel 2027 servirà un intervento specifico in legge di Bilancio.







