Nel 2026, dopo gli aumenti già in vigore da gennaio (rivalutazione pensioni) e visibili a marzo (grazie al taglio Irpef per redditi tra 28.000 e 50.000 euro annui, con possibili 20 euro extra mensili netti per alcuni, più arretrati di gennaio-febbraio), arrivano altre tre finestre importanti per incrementi mirati. Non riguardano tutti i pensionati, ma dipendono da età, reddito e contributi. Ecco le tre date da segnare per incassare gli aumenti
Prima data: luglio 2026 – Arriva la quattordicesima
Spetta a titolari di pensioni da lavoro (dipendenti, autonomi, gestione separata, superstiti, invalidità ordinaria), con almeno 64 anni e reddito personale entro soglie legate al trattamento minimo (nel 2026 pari a 7.954,05 euro annui, circa 611,85 euro mensili). Sotto 1,5 volte il minimo (fino a circa 11.931 euro) l’importo pieno può raggiungere fino a 655 euro (con alta anzianità contributiva); tra 1,5 e 2 volte il minimo è ridotto. Viene riproporzionata per chi compie 64 anni o va in pensione durante l’anno.
PENSIONI, CRESCE L'ASSEGNO A MARZO: ECCO PER CHI È DI QUANTO
Crescono gli assegni delle pensioni. Il cedolino di marzo vedrà un aumento di 20 euro mensili per le maggiorazion...






