Il 25 aprile romano diventa il palcoscenico perfetto per il grande ribaltone: da un lato un’aggressione (a Parco Schuster un 21enne ha esploso alcuni colpi con un’arma softair contro due manifestanti), dall’altro la narrazione che la trasforma quasi in legittima difesa. E così i conti non tornano più, la riscrittura creativa della realtà entra in gioco, ma poco importa. I fatti direbbero di due partigiani aggrediti.
La versione alternativa, invece, costruisce un’altra trama: il problema non è l’odio, ma chi lo denuncia. E allora via con l’equazione da smontare – “ebrei uguale sostenitori del governo di Israele” – che diventa il pretesto per giustificare tutto il resto, perfino l’allontanamento della Brigata ebraica dalle celebrazioni.
SPARI AL 25 APRILE, UNO CHOC: "CHI È IL PADRE DEL 21ENNE FERMATO"
"La Brigata Ebraica ribadisce con forza di non conoscerlo, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a que...
A guidare l’offensiva – si legge sul Tempo - è la solita Ilaria Salis, che non usa mezzi termini: “La Brigata ebraica ha tentato di infangare la manifestazione di Milano… ed è stata allontanata dal corteo da migliaia di persone inorridite”. Tradotto: le vittime diventano provocatori. E ancora: “Quanto accaduto a Roma il 25 aprile ha i tratti di una grave intimidazione fascista…”. Fino al gran finale: “Non ci faremo sparare addosso… torneremo in piazza”.














