La violenza cieca del Parco degli Acquedotti, sconquassato dall’esplosione che è costata la vita agli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, si è trasferita poco lontano, tra i vicoli del Quadraro, dove una troupe della TGR Lazio, impegnata a documentare gli stabili occupati dalla galassia antagonista romana, è stata brutalmente aggredita dai compagni comunisti dei due attivisti morti mentre fabbricavano un ordigno. Unvideomaker è finito in ospedale, le attrezzature sono state danneggiate e la memory card con le immagini è stata strappata e abbandonata in strada, recuperata solo ore dopo da un collega della testata regionale.

La Rai ha espresso «la più ferma condanna» sottolineando che «ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dell’informazione rappresenta un attacco alla libertà di stampa e ai principi democratici». Un monito rilanciato dai componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Vigilanza Rai: «Una gravissima intimidazione alla libertà di informazione e al diritto di cronaca, che inoltre conferma la pericolosità di questi esponenti».

ANARCHICI, IL GENERALE MARIO MORI: "UNA MINACCIA DA NON SOTTOVALUTARE"

«Gli anarchici resistono ai governi perché sono contro ogni governo, di qualunque colore politico e contro ...