Non ci sono solo gli spari con una pistola ad aria compressa a Roma contro una coppia che indossava il fazzoletto dell’Anpi, l’atto più grave e inquietante del 25 aprile 2026. C’è anche una targa partigiana incendiata a Torino, una svastica disegnata sulla porta d’ingresso dell’Associazione dei partigiani a Portici, Napoli, un’altra imbrattata con la stessa croce uncinata nazista a Novalesa, in Piemonte, a infangare la Liberazione dal nazifascismo.
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di Zita Dazzi
La targa partigiana imbrattata a Torino
«A poche ore dalla festa della Liberazione – racconta Sinistra ecologista – a Torino la targa partigiana di Largo Montebello è stata data alle fiamme. Non è vandalismo, ma un atto politico, un gesto fascista che colpisce deliberatamente la memoria della Resistenza». Non è la prima volta che accade. Era già stata danneggiata nel 2019, nel 2022 e nel 2024. «Si ripete con una violenza sempre più esplicita ed è il chiaro segno di come certe pulsioni nostalgiche si sentano sempre più legittimate», insistono in una nota congiunta i consiglieri comunali Sara Diena ed Emanuele Busconi e il consiglieri di circoscrizione Ilaria Genovese e Beppe Piras.










