Non sono passate nemmeno ventiquattro ore dalla partecipata passeggiata tra le lapidi di Vanchiglia che ieri ha celebrato la Liberazione, e la corona con i fiori posati tra il 24 e il 25 Aprile sotto la lapide dedicata ai Caduti per la libertà del quartiere sono stati dati alle fiamme. Come era già avvenuto diverse volte, l’ultima nel 2024, prima ancora nel 2022, e nel 2019. Sempre lo stesso copione.
Gli abitanti del quartiere
A segnalarlo sono stati alcuni i residenti. «Ho saputo che la corona era stata fatta e portata venerdì dai bambini di una scuola – dice Roberta, che vive a pochi passi - La cosa mi amareggia molto, è profondamente triste». Non usa mezzi termini Luca Deri, presidente della circoscrizione 7: «Sono i soliti idioti» commenta, anche sui social. E definisce l’atto «particolarmente odioso». Non è la prima volta che la lapide è vittima di vandalismo. «Sarà la quarta in dieci anni – aggiunge Deri – Noi continueremo a festeggiare il 25 Aprile. Alla manifestazione di ieri c’è stata una grande partecipazione. Probabilmente questo a qualcuno dà fastidio».
L’associazione Partigiani
La condanna del gesto arriva anche da Nino Benvenuti, presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia torinese. «Trovo incredibile il fatto che succedano cose simili in quella che necessariamente dev’essere considerata una giornata di festa. Quando finisce una guerra tutti dovrebbero essere felici – afferma –. Ricorda il giorno in cui tutti hanno potuto riprendere una vita normale». Però, secondo Benvenuti, «ci sono imbecilli che continuano a fare una guerra individuale». Dice che la lapide verrà ripulita. Ma è il monito ad essere perentorio: «Chi ha bruciato una lapide partigiana si deve rassegnare, Torino era, è e continuerà ad essere una città antifascista».












