AVercelli è stato sfregiato il monumento dedicato alla Resistenza situato in Parco Camana. L’episodio è accaduto a ridosso del 25 Aprile, Festa della Liberazione, la cui orazione ufficiale si tiene ogni anno proprio nel parcheggio adiacente al parco e a pochi metri dal monumento vandalizzato. Su tutti i lati della statua sono stati raffigurati disegni volgari e oltraggiosi con la bomboletta spray di colore nero.
Ancora non è chiaro quando sono state realizzate le scritte, in ogni caso non è la prima volta che l’installazione creata in memoria dei partigiani viene vandalizzata. Già nel 2021 una trentina di fotografie con i volti delle partigiane e dei partigiani, posizionate dal Comitato Antifascista di Vercelli durante il 25 Aprile, erano state ripetutamente strappate e rimosse, così come la corona d’alloro appoggiata dal Comitato stesso in onore ai Caduti.
Non è escluso che le telecamere di videosorveglianza abbiano ripreso gli autori dell’atto vandalico. Sul fatto è stato già informato il sindaco Roberto Scheda, che ha subito dato disposizione di rimuovere le scritte.
Le reazioni
Il primo commento è quello del sindaco Roberto Scheda: «Quello che è accaduto, oggi, al monumento alla Resistenza è un gesto vile, inaccettabile e offensivo». Non limitiamolo assolutamente a "semplice” vandalismo. È un grave insulto alla memoria, alla Storia e ai valori su cui si fonda la nostra Repubblica. «Chi ha compiuto questo gesto dimostra un’inciviltà grave, la mancanza di rispetto per il sacrificio di uomini e donne che hanno lottato, perdendo la vita, per restituire Libertà e dignità alla nostra Italia. Il monumento alla Resistenza è il simbolo di coraggio, di lotta contro l’oppressione, di rinascita – sottolinea –. Colpire questo simbolo, a pochi giorni dal 25 Aprile, significa voler ferire consapevolmente la nostra identità collettiva. Mi rivolgo a chi ha compiuto questo gesto: vergognatevi! Vercelli non vi appartiene, se non sapete rispettarne la sua storia e i suoi valori. E mi rivolgo ai cittadini: non permettiamo che l’ignoranza e la violenza prevalgano. Rispondiamo con la memoria, la partecipazione. Rispondiamo partecipando al 25 Aprile perché il 25 Aprile non è né di una fazione, né di un’altra. Perché non esistono fazioni, esiste solo l’Italia e noi dobbiamo essere orgogliosi di farne parte».











