Prima il corteo tra le strade di Vanchiglia, con le letture e i fiori posati dai bambini accanto alle lapidi dei partigiani morti per la Liberazione di Torino. Poi il passaggio in corso Regina Margherita, con la “battitura” delle recinzioni davanti al centro sociale sgomberato a dicembre: una conclusione in stile No Tav, unica deviazione della passeggiata organizzata dagli antagonisti di Askatasuna e da Vanchiglia Insieme, il comitato dei residenti del quartiere.Il corteo del 25 aprile è partito proprio a pochi passi da corso Regina 47, dalla nuova targa posata nell’isola pedonale di via Balbo e dedicata ad “Ambrogio Furlan, partigiano del presente”, morto a 27 anni. Poi, intorno alle 11, un migliaio di persone si sono incamminate dietro lo striscione “Nella memoria l'esempio, nella lotta la pratica. Vanchiglia partigiana”.

(lapresse)

Al microfono Ludovica Moro scandisce lo slogan “Que viva Askatasuna” e aggiunge: «Vanchiglia resiste contro la militarizzazione. Questo è il nostro quartiere e oggi ce lo riprendiamo». La manifestazione ha reso omaggio a tutte le lapidi dedicate ai partigiani caduti 81 anni fa sulle note di “Bella ciao”, tra bandiere tricolori, della Palestina e di Autonomia contropotere. A posare i fiori lungo via Napione, largo Montebello e via Tarino, salendo su di una scala, sono stati i bambini delle famiglie di Vanchiglia Insieme. Come Arianna, 6 anni, che ha omaggiato Vinicio Culeddu, martire del marzo 1945.Alla fine c’è stato il passaggio davanti all’ex centro sociale, blindato da polizia e carabinieri.