«Pretendiamo che Askatasuna venga ridato alla città. Il 1° maggio, dopo il corteo, vogliamo tornare tra le strade di Vanchiglia. Vogliamo tornare a festeggiare all'Askatasuna». Poco prima di lasciare la parola al fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, un militante di Askatasuna, Umberto, parla del corteo della festa dei lavoratori e della voglia di tornare nel palazzo sgomberato a dicembre e da allora presidiato dalla polizia giorno e notte. Davanti a lui, in piazza Santa Giulia a Torino, un miglialio di persone.
Zerocalcare: «Grate per strada come al G8»
Il primo evento del festival «Altri mondi Altri modi», alla sua quarta edizione, prima dello sgombero avrebbe dovuto tenersi nel centro sociale di corso Regina. Dopo lo sgombero, doveva svolgersi nell'area pedonale di via Balbo, ma una prescrizione della Questura ha interdetto manifestazioni attorno all'isolato del 47 di corso Regina Margherita. «Vedere la militarizzazione per le strade del Quartiere e davanti all'Askatasuna mi spezza un po' il cuore» afferma Zerocalcare, prima di presentare il suo ultimo libro "Nel nido dei serpenti", una raccolta di fumetti che tratta del Budapest Complex, il caso ungherese in cui era coinvolta l'allora attivista e ora europarlamentare Ilaria Salis. «Mi ha fatto impressione – ha aggiunto – arrivare qua e vedere le grate per strada. Mi sembrano quelle del G8 del 2001». E riferendosi al centro sociale: «Mi piange il cuore che dopo non possiamo andare là».






