Il muro che delimita il cortile del 9 di via Balbo stamattina ospita una nuova lapide: «Ambrogio Furlan, partigiano del presente», morto a 27 anni. Rimane di fianco ad altri tre nomi, che già sono lì. Partigiani che sopravvissero alla guerra. Dietro lo striscione «Nella memoria l'esempio, nella lotta la pratica. Vanchiglia partigiana» ci sono almeno mille persone.
La lapide aggiunta stamattina «Ambrogio Furlan, partigiano del presente» (foto Maurizio Bosio / Reporters)
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Per il 25 aprile, in Vanchiglia si muove il quartiere. Alcuni si preparano a sfilare con un fazzoletto rosso al collo, altri hanno portato i figli alla passeggiata. Prende subito la parola Askatasuna, il riferimento allo sgombero del centro sociale dello scorso 18 dicembre è immediato. Ritorna lo slogan «Askatasuna vuol dire libertà». Lo dice anche un cartello sulla fiancata del camion che guida il corteo. «Questa è militarizzazione. Vanchiglia resiste. Questo è il nostro quartiere e oggi ce lo riprendiamo» dice Ludovica Moro di Aska. Si ascolta di nuovo lo slogan degli scorsi cortei «Que viva askatasuna».
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